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L’anno che verrà

NEBBIA30 dicembre 2015

A fine dicembre coltivo un languore indefinito che appare verso metà pomeriggio e s’incunea nei confusi sogni notturni. Accade da anni e la cadenza stagionale mi fa pensare sia connesso alla temporalità geocentrica e solare per cui il venire meno della luce così presto – è buio da tante ore, osservava mia madre ieri alle sei del pomeriggio – me ne fa sentire ancora più forte il desiderio, una specie di nostalgia per qualcosa di essenziale che troppo presto è stato portato via.

Senza la luce solare non ci sarebbe vita sul nostro pianeta. Senza l’atmosfera che ci avvolge e ci protegge non avremmo la diffrazione dei raggi e tutta la varietà cromatica che diversifica ogni millimetro di superficie terrestre.

La fisiologia diventa un movimento psichico che a sua volta si è tradotto nelle culture e nelle religioni di ogni tempo e luogo, dove luce sta per vita, creazione, salvezza, divino.

Anche quando viene a mancare per lunghe fredde ore, il movimento della Terra incorporato nella memoria animale ci ricorda che tornerà. Dunque siamo biologicamente predisposti all’attesa, al ritorno che tanto amiamo anche nelle rappresentazioni simboliche, nelle narrazioni. E siamo predisposti alla ciclicità. Mentre la luce, che come la mente non si ferma mai, continua a viaggiare.

Buon viaggio nel 2016!

Sex & Disabled People

La

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

2 dicembre 2015

È uscito in questi giorni il libriccino del reading teatrale che ho scritto insieme a Barbara Garlaschelli, Sex & Disabled People, con note alla regia di Luciana Littizzetto e Leandro Agostini, Papero Editore, Piacenza.

Nel 2016, con Luca Garlaschelli e Viviana Gabrini, inizieremo a portarlo nei teatri italiani, a partire dal teatro Astra di Torino dove debutteremo il 25 gennaio, e sarà un’avventura, per chi come me, è più abituato a stare alla propria scrivania e scrivere o leggere, anziché trovarsi nel buio caldo della scena e del palcoscenico. Dire la parola, la propria parola è un’esperienza nuova e diversa, così come mettere in scena il proprio corpo. Ma questo è proprio il tema del reading, che è nato un po’ per gioco a partire da alcune ‘lezioni’ su sesso e disabilità che Barbara aveva cominciato a pubblicare su Facebook.

Quando Barbara ha iniziato a pubblicare i suoi post su sesso e disabilità, la forma era quella delle lezioni e io trovavo particolarmente divertente che a impartire insegnamenti fosse una voce disabilitata, di solito considerata lontana dall’espressione di una fisicità vissuta nella pienezza dei suoi bisogni. L’idea di farne una lettura teatrale è maturata nel momento in cui alle sue provocatorie lezioni ho cominciato ad affiancare le mie considerazioni sul corpo, coi suoi limiti e il suo carico dolente di vita. Ci siamo accorte che non stavamo parlando di un problema di categoria, ma di un tema che riguarda tutti, che interroga tutti, e per questo la forma dell’enunciazione teatrale ci è parsa la più adatta a un testo che presuppone un forte coinvolgimento emotivo. Solo delle cose che ci toccano in profondità possiamo ridere e piangere allo stesso tempo, ed è ciò che è successo la prima volta che abbiamo portato in scena Sex & Disabled People allo spazio Simone Weil di Piacenza. A quel punto ho pensato di far leggere il testo a Luciana Littizzetto, che con grande generosità si è offerta di lavorare con noi firmando poi, insieme a Leandro Agostini, la regia. Quello che leggerete è un testo che presuppone dei corpi. Il corpo di ognuno di noi porta scritta una storia, noi abbiamo avuto l’impudenza e la necessità di condividere la nostra.