Category Archives: Sulla scrittura

Note e riflessioni sullo scrivere e la scrittura

Donne che leggono

Jean-Étienne Lyotard, "Maria Adele di Francia in costume turco", 1753, Firenze, Galleria di Palazzo Pitti

Jean-Étienne Lyotard, “Maria Adele di Francia in costume turco”, 1753, Firenze, Galleria di Palazzo Pitti

14 aprile 2015

Si potrebbe compilare un volume monografico con questo soggetto, perché in pittura vi è un’abbondanza secolare di figure femminili intente alla lettura. Da Maria che legge mentre riceve l’annuncio dell’angelo, alle dame olandesi del Seicento, a quelle delle corti medievali e rinascimentali italiane, fino alle lettrici moderne degli Impressionisti e poi dei Cubisti.

La lettura è senz’altro una delle attività quantitativamente più rilevanti nella raffigurazione femminile.

È un dato curioso, non tanto perché non corrisponda alla realtà, anzi secondo le statistiche a tutt’oggi chi legge di più sono le donne, ma perché quando un motivo rappresentativo diventa così frequente, tanto da costituirsi a tema simbolico, viene da domandarsi che cosa celi e che cosa sveli in realtà, o per dirla in termini psicanalitici che spero di non usurpare: di che cosa sia l’elaborazione.

Anche perché la lettura è un fenomeno di fruizione in un certo senso passiva, (anche se non lo è mai in senso stretto), diverso sarebbe se incontrassimo altrettante raffigurazioni di donne intente a scrivere, scolpire, dipingere.

A giudicare dalla presenza attiva delle donne nella letteratura e nelle arti, in generale, si direbbe che l’abbondanza figurativa di un femminino intellettuale supplisca alla loro concreta subordinazione o assenza come dirette protagoniste. Un acuto articolo della storica dell’arte americana Linda Nochlin, pubblicato nel 1971, e ripubblicato ora in un agile libretto da Castelvecchi col titolo Perché non ci sono state grandi artiste?, indaga proprio le condizioni sociali che storicamente hanno precluso l’accesso alle donne alla pratica delle arti.

Di questo tema e di molti altri si parlerà sabato 18 aprile alla Biblioteca Italiana delle Donne di Bologna in una giornata di studio dal titolo: “Davanti e dietro la scrittura. Donne e uomini alle prese con identità di genere, ruoli, gerarchie e riconoscimento pubblico”.

Ci saranno interventi di scrittori, editori e critici insieme a gruppi di lettura.

Gli argomenti sono tanti e perfino la terminologia non è scontata, mi auguro che questa giornata possa servire a me, e a molti altri, per mettere a fuoco tanti nodi problematici dell’essere donna e intellettuale.

Il doppio, lo specchio e la creazione

Rudolf Nureyev e Kader Belarbi alle prove del balletto “Apres-midi d’un faune”

18 febbraio 2015

Questa fotografia m’incanta. Il celeberrimo ballerino e coreografo russo, Rudolf Nureyev, sulla cinquantina e ormai molto provato dalla malattia che lo porterà alla morte il 6 gennaio 1993, prova insieme a Kader Belarbi, allora giovane étoile de l’Opéra parigina, un momento del balletto Après-midi d’un faune su musiche di Claude Debussy e nella coreografia di Vaclav Nijinsky. Si guardano con intensità, lo scatto coglie un momento in cui l’attenzione non è tanto sulla forma perfetta della posa, quanto probabilmente sulla sua interpretazione: i due stanno in posizione speculare, con un ginocchio a terra, le mani rilassate anche se sollevate ai lati della testa a novanta gradi, come se stessero riflettendoci sopra. Nureyev parla, spiega, suggerisce. Kader in costume di scena lo ascolta completamente assorbito, esce dal personaggio del fauno e nei suoi occhi si vede l’allievo, docile agli insegnamenti del maestro.

Cosa succede quando imitiamo la posa di una persona, quando conformiamo i nostri gesti ai suoi? Nella vita normale è di solito registrato come un segno di attenzione, di immedesimazione, quando avviene talvolta ci mette a disagio, che lo vogliamo o meno l’imitazione corporea abbatte una barriera e crea un campo comune, dove non si è più da soli, dove ci si riflette, ci si specchia e ci si misura.

Forse è nella danza, più che in tutte le altre arti, che l’imitazione si rivela come base imprescindibile. Il maestro mostra il passo, il gesto, la postura e l’allievo li esegue. Eppure sappiamo che in qualsiasi gesto atletico e artistico l’imitazione non è che il primo livello, per appropriarsi di un contenuto o di una prestazione, per rimanere nell’ambito dell’espressione fisica. Ma allora quando e come si sprigiona il tratto individuale che rende un’esecuzione qualcosa di più, trasformandola in un’interpretazione originale e quindi in un’espressione artistica autonoma?

È un momento davvero difficile da trovare, ma è quello che io vedo catturato in questa fotografia. Nella bella tensione di sguardi, nel passaggio di testimone che configura. Come me e oltre me, sembra dire Nureyev. Entrambi, Rudolf e Kader, sono dentro un processo creativo e ne sono consapevoli.

Succede anche in letteratura, in maniera più silenziosa e meno rappresentabile. È quello che accade ogni volta che si è letto un testo letterario amandolo studiandolo prendendolo a modello fino a che non lo si è metabolizzato tanto da diventare nutrimento e linfa per qualcosa di nuovo. E non c’è gioia più grande per chi scrive di passare del tempo coi propri maestri.

Interviste

E altri materiali extra su Alessandra Sarchi:

  • Università per Stranieri di Siena – Daniela Brogi
    Intervista ad Alessandra Sarchi (12 maggio 2017)
  • Il Sabbatico / RaiNews24 – Alberto Melloni
    “L’anno che verrà”, intervista ad Alessandra Sarchi (30 dicembre 2016)
  • Periscritto.it – Marzia Tomasin
    “La scrittura non è un mestiere ma una vocazione e come tale va assecondata.”
    Intervista ad Alessandra Sarchi (14 dicembre 2016)
  • Cattedrale – Osservatorio sul racconto
    Nella sezione Meditazioni d’autore sull’arte di scrivere racconti potete leggere
    anche le meditazioni di Alessandra Sarchi (11 marzo 2015)
  • Il gattopardo – Zanichelli
    Andrea Tarabbia intervista Alessandra Sarchi per la casa editrice Zanichelli
    Si parla de Il gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa: ascolta l’intervista
    (8 gennaio 2015)
  • L’estroverso – Sulla scrittura
    La scrittura è una ribellione che inizia da lontano

    di Alessandra Sarchi (L’estroverso, 6 dicembre 2014)
  • Vita da editor – Giovanni Turi
    Giovanni Turi intervista Alessandra Sarchi sul suo blog Vita da editor. 
    Leggi l’intervista (25 novembre 2014)
  • Vibrisse – La formazione della scrittrice
    Alessandra Sarchi inaugura “La formazione della scrittrice”, sezione del blog Vibrisse di Giulio Mozzi. Leggi il testo di Alessandra Sarchi (13 gennaio 2014)