Segni sottili e clandestini

Copertina di "Segni sottili e clandestini" di Alessandra Sarchi«Avevo la certezza di attraversare quella fetta di terra la cui estensione e vastità varia per ciascuno di noi, in cui si possono fare delle prove, in cui soffia veloce il vento della libertà, e non c’è ancora bisogno di fingere, ignorare, definire per sempre, o rimuovere. Si prova. Come si provano dieci vestiti diversi in un camerino mentre una compiacente commessa attende di aggiustarli e vedere l’effetto che faranno davanti allo specchio. Combinazioni e aggiustamenti. Sono gli esseri umani che abbiamo lasciato avvicinare in soprassalti di libertà interiore che diranno chi siamo, perché è dalla pelle degli altri che impariamo tutto quello che c’è da sapere sulla nostra e, dopo tutto, questa è una gran liberazione.» 

 

 

Alessandra Sarchi, Segni sottili e clandestini
Diabasis, Al buon corsiero, Reggio Emilia 2008
In copertina: fotografia di Sara Pozzoli

«Il libro si presenta come una fine elaborazione di percezioni sensoriali che sono a tutti gli effetti una apertura filosofica, etimologicamente estetica, al mondo, ma il trapasso alle dinamiche motive, alla verità intima che ogni soggetto diversamente raggiunge, affiora senza mediazioni. L’aisthesis prepara la verità morale, e con essa il bisogno di libertà. Di una libertà, tuttavia, che è soprattutto bisogno di bellezza, là dove per intendere la bellezza si vorrebbe riprendere la terza critica Kan­tiana, e andare diretti, al cuore del giudizio sul Bello. Sotto questi racconti di Alessandra Sarchi si sente una scuola di armonia, un’educazione dello sguardo e del gusto così introiettata da diventa­re felicemente invisibile.»

Cecilia Bello Minciacchi


Le recensioni a 
Segni sottili e clandestini di Alessandra Sarchi sono in RASSEGNA STAMPA. Altro materiale sulla raccolta di racconti è disponibile invece nella sezione EXTRA.

Uno dei racconti del libro, Così simile a una morte, è pubblicato nella sezione RACCONTI.

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