Sulla soglia

Jelena Todorovic, “Lo scomponimento rosso”

Jelena Todorovic, “Lo scomponimento rosso”

30 dicembre 2014

Per attraversare una soglia che non c’è, se non dentro di noi, se non nel tempo che è la cosa che più ci sfugge, che si fa?

Io cerco di mettere in fila un po’ di cose: quelle brutte, quelle belle, faccio il conto degli amici, dei luoghi cari, delle occasioni, dei libri, di ciò che ho perso di quello che è arrivato nuovo e inaspettato, poi mi dico: questa è stata la tua vita fin qui, in questo anno, appena trascorso. E sempre, ma proprio sempre, mi viene da pensare che è un bilancio incompleto, che molto si sottrae all’elenco e non è solo colpa delle falle della memoria.

Sulla soglia ci arrivo sempre con le idee un po’ confuse, cercando di mettere a fuoco come attraverso una lente il senso e la direzione di quello che mi sta accadendo. Ma forse anche questa è una costrizione/costruzione.

I punti in cui la vita si mostra ‘più lucida’ si allineano agli altri, in cui più o meno sordamente l’ho occupata. E perché, e come, decidere cosa ha senso e cosa non lo ha?

Ieri sera un tramonto remoto, come lo sono quelli invernali in cui il Sole è tanto lontano dalla Terra, ma rosa e acceso da mangiarsi tutto il cielo ha suggellato una giornata lenta e insignificante. Accettare il contrasto, la contraddizione, l’insignificanza senza farsene annichilire, questa mi pare una delle sfide per l’anno che viene. O se preferite, uno dei miei buoni propositi.

Buon 2015 a tutte e a tutti!

3 thoughts on “Sulla soglia

  1. maria

    … auguriamoci per il nuovo anno tanti di questi tramonti capaci di risvegliare un senso e una ragione anche nelle giornate più opache… e occhi aperti e grati che li sappiano guardare.
    Buon anno Alessandra!

  2. Maurizio Paterlini

    Potrei evitare di scrivere le prime cose che mi vengono in mente leggendo i tuoi auguri, ma non lo faccio. Scrivere contraccambio, oppure auguri anche a te, o a voi. Penso che forse questo sarebbe insignificante, ma non per questo lo sarebbe la giornata o comunque non la renderebbe tale. MI viene in mente Sartre, “La Nausea”, letto al Liceo. “Ogni esistente nasce senza ragione, si protrae per debolezza e muore per combinazione.” Non ci ho mai creduto, non ci credo ora e continuerò a non crederci sino a quando incontrerò l’Altro nonostante io cerchi sempre più spesso (l’età avanza) di evitarlo. L’Altro resta ancora sinonimo di sorpresa. Ti auguro un felicissimo 2015, con tanti volti e tante sorprese. Ciao

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