Tag Archives: Bompiani

Recensioni a “La felicità delle immagini, il peso delle parole”

Eloisa Morra (Alias)
Beatrice Seligardi (Arabeschi.it)
Gabriele Fichera (Letteratura e noi)
Marco A. Bazzocchi (Doppiozero)
Gino Ruozzi (il Sole24Ore Domenica)
Caterina Giusberti (la Repubblica Bologna)
Cristina Taglietti (La Lettura, Corriere della Sera)
Luigi Tassoni (Leggio, Radio Capodistria)
Gregorio Botta (Robinson, la Repubblica)
Gloria Ghioni (il Libraio.it)
Massimo Raffaeli (il Venerdì di Repubblica)

La presentazione della raccolta di saggi La felicità delle immagini, il peso delle parole di Alessandra Sarchi (Bompiani, 2019) si trova nella sezione LIBRI. Altro materiale sarà presto disponibile nella sezione EXTRA.

La felicità delle immagini, il peso delle parole

Copertina Bompiani

 

“Ora, purtroppo lei dovrà usare le parole, cioè la metafora, mentre io, con molta minor fatica, userò lo sguardo.”
(Goffredo Parise)

“Beato te che quando prendi la matita o il pennello in mano, scrivi sempre in versi!”
(Pier Paolo Pasolini)

 

 

Alessandra Sarchi
La felicità delle immagini, il peso delle parole
Cinque esercizi di lettura di Moravia, Volponi, Pasolini, Calvino, Celati
Bompiani Overlook, Milano 2019
In copertina: Antonio Donghi, Nudo, olio su tela, 1928, particolare, collezione privata
Progetto grafico: Polystudio

Le recensioni a La felicità delle immagini, il peso delle parole di Alessandra Sarchi sono pubblicate in RASSEGNA STAMPA. Altro materiale sul saggio sarà disponibile nella sezione EXTRA, mentre sul sito web di Bompiani è presente una pagina dedicata al libro.

La felicità delle immagini, il peso delle parole

Copertina del libro pubblicato da Bompiani

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

26 marzo 2019

Da domani arriva in libreria un mio nuovo libro, “La felicità delle immagini, il peso delle parole. Cinque esercizi di lettura di Moravia, Volponi, Pasolini, Calvino, Celati”, pubblicato dall’editore Bompiani.

Si tratta di una raccolta di saggi, ispirati nello stile e nella forma al modello anglosassone del personal essay.

Tenendo il filo rosso del rapporto con la visibilità, a volte scambiata e identificata con la realtà o con la pittura o con la rappresentazione, ho cercato di esaminare la peculiarità del rapporto fra parola e immagine in cinque autori che ritengo significativi e che amo.

È stato bello passare del tempo in loro compagnia, ripercorrerne i pensieri e gli orizzonti da una prospettiva comune.

È invalsa la convinzione che viviamo in un’epoca caratterizzata dal predominio delle immagini come medium semplificato e al tempo stesso potenziato di comunicazione; alcuni studiosi hanno teorizzato che nel Novecento sia avvenuto un cambio di paradigma conoscitivo e culturale definito visual turn.

Lo sa il nostro inconscio, così come qualsiasi studioso di fatti visivi che non c’è nulla di più polisemico e difficile da interpretare delle immagini. Negli scrittori che ho affrontato questa consapevolezza era del tutto vigile e incalzante; nel frattempo la tecnologia ci ha immersi in un ambiente visivo bidimensionale avvolgente e ingannevole, ciononostante molti dei loro interrogativi mi sembrano ancora validi per capire cosa facciamo ogni volta che scrivendo pensiamo per immagini o viceversa usiamo le immagini al posto delle parole.