Tag Archives: letteratura italiana

RACCONTI

La sezione raccoglie i miei racconti inediti e quelli pubblicati in raccolte, antologie e riviste on-line e a stampa:

  • Fuori dalla festa
    (Nell’occhio di chi guarda. Scrittori e registi di fronte all’immagine, a cura di Clotilde Bertoni, Massimo Fusillo e Gianluigi Simonetti, Donzelli, Roma 2014)
  •  Senza voce
    (WATT Senza alternativa, vol. 3,14, 2013)
  • Così simile a una morte
    (Alessandra Sarchi, Segni sottili e clandestini, Diabasis, “Al buon corsiero”, Reggio Emilia 2008)

 

Segni sottili e clandestini

Copertina di "Segni sottili e clandestini" di Alessandra Sarchi«Avevo la certezza di attraversare quella fetta di terra la cui estensione e vastità varia per ciascuno di noi, in cui si possono fare delle prove, in cui soffia veloce il vento della libertà, e non c’è ancora bisogno di fingere, ignorare, definire per sempre, o rimuovere. Si prova. Come si provano dieci vestiti diversi in un camerino mentre una compiacente commessa attende di aggiustarli e vedere l’effetto che faranno davanti allo specchio. Combinazioni e aggiustamenti. Sono gli esseri umani che abbiamo lasciato avvicinare in soprassalti di libertà interiore che diranno chi siamo, perché è dalla pelle degli altri che impariamo tutto quello che c’è da sapere sulla nostra e, dopo tutto, questa è una gran liberazione.» 

 

 

Alessandra Sarchi, Segni sottili e clandestini
Diabasis, Al buon corsiero, Reggio Emilia 2008
In copertina: fotografia di Sara Pozzoli

«Il libro si presenta come una fine elaborazione di percezioni sensoriali che sono a tutti gli effetti una apertura filosofica, etimologicamente estetica, al mondo, ma il trapasso alle dinamiche motive, alla verità intima che ogni soggetto diversamente raggiunge, affiora senza mediazioni. L’aisthesis prepara la verità morale, e con essa il bisogno di libertà. Di una libertà, tuttavia, che è soprattutto bisogno di bellezza, là dove per intendere la bellezza si vorrebbe riprendere la terza critica Kan­tiana, e andare diretti, al cuore del giudizio sul Bello. Sotto questi racconti di Alessandra Sarchi si sente una scuola di armonia, un’educazione dello sguardo e del gusto così introiettata da diventa­re felicemente invisibile.»

Cecilia Bello Minciacchi


Le recensioni a 
Segni sottili e clandestini di Alessandra Sarchi sono in RASSEGNA STAMPA. Altro materiale sulla raccolta di racconti è disponibile invece nella sezione EXTRA.

Uno dei racconti del libro, Così simile a una morte, è pubblicato nella sezione RACCONTI.

Violazione

Copertina di "Violazione" di Alessandra Sarchi«Un corpo d’uomo, in un’ora imprecisata della notte, si sveglia inondato di sudore e di spavento. Ha le gambe e le braccia indolenzite, la testa pesante, fatica a tenere aperti gli occhi, come se fossero coperti da un velo d’acqua. Non sa nulla del luogo in cui si trova, del nome delle cose, o del proprio nome. Ma sa di aver visto qualcosa di terribile. Il sonno da cui cerca di liberarsi è spesso e limaccioso come il brodo acquatico in cui, per effetto di un’azione inarrestabile e di conseguenti reazioni a catena, molecole di proteine formarono nel corso di ere geologiche le prime forme di vita. Con le palpebre pesanti e i movimenti intorpiditi l’uomo prova a togliersi un peso, che non è da nessuna parte sul suo corpo, o nello spazio vicino a lui, ma è piuttosto il peso dei milioni di anni impiegati da ciò che si agitava nel liquido primordiale per aggregarsi e dar vita a sistemi complessi, forme distinte, piante, animali, umani.» (Incipit)

Alessandra Sarchi, Violazione, Einaudi Stile Libero, Torino 2012
In copertina: illustrazione di Marco Cazzato

«Se l’opera di un grande romanziere è sempre sorretta da una o due idee filosofiche, mi sembra che, oltre alle Operette di Leopardi, Senso e non senso di Merleau-Ponty sia quanto di più vicino si possa immaginare alla sonda sensoriale all’opera in Violazione. Il vero oggetto di rappresenta­zione è infatti lo “sfondo” disantropomorfizzante. La materia, organica e inorganica, con le “mole­cole di proteine” e il “liquido primordiale”, costituisce l’habitat precosciente in cui si risvegliano, prendono forma e operano i due antagonisti, Primo e Jon. Vanessa, la figlia di Primo, in quanto mu­ta, di questo sfondo primordiale è la più eloquente emanazione: una lesione prenatale l’ha fissata in una “felicità edenica” “prodigiosamente oscena”. Il suo opposto è la nonna contadina Be­renice, con i suoi stessi occhi viola ma dotati di un’ipercoscienza paranoica che condensa la bru­talità dell’orda.

L’occidente in questo romanzo è convocato al cospetto del pianeta. Il lettore di Violazione deve fare i conti con la materialità estranea del mondo: tanto con le proprie molecole e atomi quanto col paesaggio percepito, con la rappresentazione paesistica “seconda” delle televisioni, dai ritmi diste­si dei vecchi Intervalli a quelli più pervasivi de L’Isola dei famosi. E soprattutto con la propria cecità: con la falsa coscienza e con gli abbagli impotenti che ci fanno abdicare a ogni istante alla consa­pe­volezza critica.»

Emanuele Zinato


Le recensioni a 
Violazione di Alessandra Sarchi sono in RASSEGNA STAMPA, mentre in EXTRA è disponibile altro materiale sul romanzo: tracce audio e sequenze video di interviste e interventi a festival letterari e seminari di scrittura, fotografie e altri documenti ancora. Sul sito web della casa editrice è presente inoltre una pagina dedicata al libro.