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L’amore normale

Copertina del romanzo L'amore normale di Alessandra Sarchi

«La vita di coppia, di una coppia che vive insieme da tanti anni, è un somministrarsi vaccino a vicenda, finché l’amore non è piú quella cosa tormentosa e incerta, ma una routine confortevole attorno alla quale costruire il resto? Eppure, a turno sembra che ci piaccia essere un po’ malati, sentire l’incertezza, provare a cercare una conferma diversa. Vedere se il vaccino è ancora attivo».

L’amore normale ha vinto la XIX edizione del premio internazionale “Scrivere per Amore”.

 

 

 

Alessandra Sarchi, L’amore normale, Einaudi Stile Libero, Torino 2014
In copertina: Foto © Herbert List / Magnum / Contrasto

Le recensioni a L’amore normale di Alessandra Sarchi sono in RASSEGNA STAMPA. Altro materiale sul libro è disponibile nella sezione EXTRA, mentre sul sito web di Einaudi è presente una pagina dedicata al libro.

RACCONTI

La sezione raccoglie i miei racconti inediti e quelli pubblicati in raccolte, antologie e riviste on-line e a stampa:

  • Fuori dalla festa
    (Nell’occhio di chi guarda. Scrittori e registi di fronte all’immagine, a cura di Clotilde Bertoni, Massimo Fusillo e Gianluigi Simonetti, Donzelli, Roma 2014)
  •  Senza voce
    (WATT Senza alternativa, vol. 3,14, 2013)
  • Così simile a una morte
    (Alessandra Sarchi, Segni sottili e clandestini, Diabasis, “Al buon corsiero”, Reggio Emilia 2008)

 

Segni sottili e clandestini

Copertina di "Segni sottili e clandestini" di Alessandra Sarchi«Avevo la certezza di attraversare quella fetta di terra la cui estensione e vastità varia per ciascuno di noi, in cui si possono fare delle prove, in cui soffia veloce il vento della libertà, e non c’è ancora bisogno di fingere, ignorare, definire per sempre, o rimuovere. Si prova. Come si provano dieci vestiti diversi in un camerino mentre una compiacente commessa attende di aggiustarli e vedere l’effetto che faranno davanti allo specchio. Combinazioni e aggiustamenti. Sono gli esseri umani che abbiamo lasciato avvicinare in soprassalti di libertà interiore che diranno chi siamo, perché è dalla pelle degli altri che impariamo tutto quello che c’è da sapere sulla nostra e, dopo tutto, questa è una gran liberazione.» 

 

 

Alessandra Sarchi, Segni sottili e clandestini
Diabasis, Al buon corsiero, Reggio Emilia 2008
In copertina: fotografia di Sara Pozzoli

«Il libro si presenta come una fine elaborazione di percezioni sensoriali che sono a tutti gli effetti una apertura filosofica, etimologicamente estetica, al mondo, ma il trapasso alle dinamiche motive, alla verità intima che ogni soggetto diversamente raggiunge, affiora senza mediazioni. L’aisthesis prepara la verità morale, e con essa il bisogno di libertà. Di una libertà, tuttavia, che è soprattutto bisogno di bellezza, là dove per intendere la bellezza si vorrebbe riprendere la terza critica Kan­tiana, e andare diretti, al cuore del giudizio sul Bello. Sotto questi racconti di Alessandra Sarchi si sente una scuola di armonia, un’educazione dello sguardo e del gusto così introiettata da diventa­re felicemente invisibile.»

Cecilia Bello Minciacchi


Le recensioni a 
Segni sottili e clandestini di Alessandra Sarchi sono in RASSEGNA STAMPA. Altro materiale sulla raccolta di racconti è disponibile invece nella sezione EXTRA.

Uno dei racconti del libro, Così simile a una morte, è pubblicato nella sezione RACCONTI.