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L’anno che verrà

NEBBIA30 dicembre 2015

A fine dicembre coltivo un languore indefinito che appare verso metà pomeriggio e s’incunea nei confusi sogni notturni. Accade da anni e la cadenza stagionale mi fa pensare sia connesso alla temporalità geocentrica e solare per cui il venire meno della luce così presto – è buio da tante ore, osservava mia madre ieri alle sei del pomeriggio – me ne fa sentire ancora più forte il desiderio, una specie di nostalgia per qualcosa di essenziale che troppo presto è stato portato via.

Senza la luce solare non ci sarebbe vita sul nostro pianeta. Senza l’atmosfera che ci avvolge e ci protegge non avremmo la diffrazione dei raggi e tutta la varietà cromatica che diversifica ogni millimetro di superficie terrestre.

La fisiologia diventa un movimento psichico che a sua volta si è tradotto nelle culture e nelle religioni di ogni tempo e luogo, dove luce sta per vita, creazione, salvezza, divino.

Anche quando viene a mancare per lunghe fredde ore, il movimento della Terra incorporato nella memoria animale ci ricorda che tornerà. Dunque siamo biologicamente predisposti all’attesa, al ritorno che tanto amiamo anche nelle rappresentazioni simboliche, nelle narrazioni. E siamo predisposti alla ciclicità. Mentre la luce, che come la mente non si ferma mai, continua a viaggiare.

Buon viaggio nel 2016!

Sulla soglia

Jelena Todorovic, “Lo scomponimento rosso”

Jelena Todorovic, “Lo scomponimento rosso”

30 dicembre 2014

Per attraversare una soglia che non c’è, se non dentro di noi, se non nel tempo che è la cosa che più ci sfugge, che si fa?

Io cerco di mettere in fila un po’ di cose: quelle brutte, quelle belle, faccio il conto degli amici, dei luoghi cari, delle occasioni, dei libri, di ciò che ho perso di quello che è arrivato nuovo e inaspettato, poi mi dico: questa è stata la tua vita fin qui, in questo anno, appena trascorso. E sempre, ma proprio sempre, mi viene da pensare che è un bilancio incompleto, che molto si sottrae all’elenco e non è solo colpa delle falle della memoria.

Sulla soglia ci arrivo sempre con le idee un po’ confuse, cercando di mettere a fuoco come attraverso una lente il senso e la direzione di quello che mi sta accadendo. Ma forse anche questa è una costrizione/costruzione.

I punti in cui la vita si mostra ‘più lucida’ si allineano agli altri, in cui più o meno sordamente l’ho occupata. E perché, e come, decidere cosa ha senso e cosa non lo ha?

Ieri sera un tramonto remoto, come lo sono quelli invernali in cui il Sole è tanto lontano dalla Terra, ma rosa e acceso da mangiarsi tutto il cielo ha suggellato una giornata lenta e insignificante. Accettare il contrasto, la contraddizione, l’insignificanza senza farsene annichilire, questa mi pare una delle sfide per l’anno che viene. O se preferite, uno dei miei buoni propositi.

Buon 2015 a tutte e a tutti!